Tremenda vicenda emersa ai danni di due donne, abusate nel sonno mentre si trovavano a bordo di una imbarcazione.
All’aeroporto di Genova, la polizia di frontiera ha fermato un trentenne spagnolo, skipper di professione, con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di due ragazze facenti parte del suo equipaggio. I fatti si sarebbero verificati a bordo di uno yacht ormeggiato presso la marina di Loano, in provincia di Savona, alla conclusione di una crociera. Il caso è stato raccontato da diversi organi di stampa tra cui Libero.

Due donne violentate sulla barca: i dettagli
In base al racconto fornito dalle vittime – una giovane inglese e un’altra originaria di Città del Capo – nella serata di venerdì i tre avevano trascorso del tempo insieme a Loano consumando bevande alcoliche. Una volta rientrati sull’imbarcazione, le due si erano trattenute a parlare nella cabina dell’uomo, finendo per addormentarsi. Lo skipper avrebbe quindi abusato della prima ragazza mentre quest’ultima dormiva. Accortasi di quanto stava accadendo al suo risveglio, la vittima è riuscita a liberarsi e a fuggire.
Successivamente, l’uomo si sarebbe scagliato sulla seconda ragazza. Questa, tuttavia, svegliata dalle urla del’amica, è stata in grado di respingere l’aggressione e mettersi in salvo. Prima di abbandonare definitivamente lo yacht, le due giovani sono riuscite a impossessarsi del passaporto dello skipper. Giunte all’aeroporto di Genova per imbarcarsi sui rispettivi voli, hanno consegnato il documento alla polizia di frontiera e hanno denunciato tra le lacrime l’accaduto.
La conferma degli abusi e il fermo dello skipper
Accompagnate in strutture sanitarie per gli accertamenti clinici, i medici hanno confermato lo stato di shock e la presenza di violenza subita. Il giorno seguente, il trentenne si è presentato nel medesimo scalo aeroportuale per acquistare un biglietto diretto a Barcellona, ma la sua carta d’identità è risultata scaduta. Nel tentativo di sporgere denuncia per la presunta perdita del passaporto, è stato identificato, bloccato e condotto nel carcere di Pontedecimo. La pubblico ministero Eugenia Menichetti, considerando l’evidente pericolo di fuga e la gravità del quadro indiziario, ha formulato richiesta di convalida del fermo e applicazione della custodia cautelare in carcere.